E poi tanto torno
schiudi le palpebre
sguardo dell'anima
sorpassa l'architrave
di reggente tristezza
e dimmi ora cosa vedi
se è solo assonnata brughiera
o cecità di soli miei orbitali
ansia che sorge familiare
o pallida sorgente
che s'arresta gravida
nella terra in cui imperano
palpabili lacrime
l'angelo pensoso si fa cherubino
col mio ciglio d'ali scure
e vola come demone terrestre
verso nidi tenebrosi
padre
veggente dei solitari
aprimi le persiane del buio
che io dormo alla luce
del sonno mai avuto
padre
sovrano dei sentieri lunari
in questo regno
di nausea e singhiozzi
indicami la strada di luna piena
che ti verrò a trovare
e cadrò nel sorriso mortale
e la campana scamperà al suono
e come urlerà l'allegria dei felici
e poi tanto torno più solido più immortale
🌐
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L'autore
Sincity
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