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Riflessioni 27 novembre 2009 · lettura 1 min · 3344 letture

E intanto la parola

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Ferdinando Giordano 120 poesie pubblicate
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Non saprebbe chi ancora coglie l'umido dei muschi sulle grotte quanta strada ha fatto quella roccia pur non muovendosi sui piedi e non saprebbe ancora quanto imparare dalle margherite il loro cauto sbocciare a temperature adatte non nude né che l'oro può essere in qualche vena passato al fondo del fiume lento come le rive dell'universo tra cui fluisce l'inizio e la fine di ogni cosa senza mai essere completamente fine, né inizio né cosa. E chiederebbe chi non è felice del percorso delle nuvole che queste svaniscano d'incanto ma non saprebbe più della pioggia e degli accidenti sfavillanti vita ch'essa imprime sulle secche risposte delle dune e le dune, - quelle fantastiche danzatrici del vento, il ventre stesso delle carovane - le dune, saprebbero anche starsene incinta dei palmeti fiorendo altrove. Ma così va il mondo e intanto la parola asciutta è la lingua delle risposte.
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Ferdinando Giordano
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Commenti (1)

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Pietro Roversi10 dicembre 2009

Se le dune si muovono perche' non le rocce, in fondo le rocce la tettonica a zolle lo dice che si muovono, e anzi il pianeta intero viaggia. Molte idee interessanti e una certa fiducia nel verso ispirato. Bene.