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Introspezione 21 aprile 2013 · lettura 3 min · 1599 letture

Hay que tomar la muerte

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Ferdinando Giordano 120 poesie pubblicate
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come fosse aspirina. La volontà di piaghe non è nelle cose così tutto è disteso solo per poco tuttavia accade la guerra nemmeno cominciata la calma 1 La guerra non è mai breve come si crede Espande il tempo in una eternità locale Tanto piena di battaglie personali che gli spari si confondono sul bersaglio 2 Stranamente parliamo di vita guardando lo stesso rudere smagrirsi di storia che sia io o tu o 3 la torre sullo scoglio Sulla torre sale il muggito del mare Il toro dell’acqua nuota sotto la roccia dentro la roccia sostituisce la roccia con aria è nelle mani del tempo nell’arena lo zoccolo dell’acqua scava 4 Bisogna dimenticarsene bisogna staccarsi dalle ombre quando le avvistiamo ancora 5 L’avvistamento è un atto confuso che non spiega le cose da distante Prendi una vela: è già spiegata la forma racconta il saraceno o il normanno Per qualche precedente si alza la voce: il vicino si allerta 6 Se non ha piaghe Se è nella torre 7 Non vediamo gli spettri di vedetta non vediamo la malattia che combattiamo Le piaghe non hanno scampo ma superano il numero dei morti perché fanno adepti in tutto il corpo La morte è unica e prende per intero una cosa alla volta senza sforzo di attesa 8 Le cose tra loro sono già in agguato Sono fiere Sono anche orgogliose ma si avventano nella dimenticanza per sopravvivere allo scontro con gli occhi C’è una guerra in ogni anfratto del panorama Non affacciarti 9 Non starmi davanti Stammi dietro o di fianco Ma resta invisibile Fa’ che nessuno ti prenda di mira Spostati dal fuoco del giorno 10 Questa visione è un pensiero è una piroga è tutta la mente al momento 11 Ora dovrò distendermi ora la torre e lo scoglio si cimentano nel profilo della costa Come il neon del bar Il Saraceno nel centro storico confonde gli ospiti Normanni Se sono ancora briganti se non sono qui per cazzeggio 12 Non è in discussione l’orizzonte ma dal mio punto di vista c’è almeno un senso vigile dentro questa torre per lo scoglio che la porterà a fondo Sarà visitata dai tonni 13 Nel cuore delle cose marine si parcheggia a spina di pesce parcheggiano esseri invisibili esseri futuri e remoti sono massa fanno aggregazioni collaborano all’idea del nome come sembra maschio o femmina non importa maschio e femmina comunque evidenti per la posa 14 la posa del sesso richiede che il sangue scorra punto nel vivo dalla rosa dei corpi - lo vedi forzare i blocchi con la notizia che inizia l’attacco alla piaga - capisci che la guerra è quella infermiera che ti mina il torace.
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Commenti (1)

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Amara22 aprile 2013

Un cerchio che si chiude, così a me pare, intorno a un pensiero dentro cui si scava. Un cerchio che ne è il limite e l'origine... e questo giocare con il senso delle parole che è magnifico.