La corsa
Acuto di resine
è il risveglio all'ombra di brughiera
sterile macchia
di fusti neri privati delle chiome
eppure fertile è il brusio che si dipana
franca stretta di palmi
nell'alba che s'appresta
calci di ferri e zoccoli
sulle ghiaie sottili
nel casco freddo svuoto i miei ricordi
e i venti si fan forti
corrono a galoppi
trai solchi di cinghiali
che avvicinati a branchi
rovistano di notte le radici
e richiami singoli
di volpi
d'uccelli solitari a stormi ormai lontani
in luoghi caldi
è corsa aperta
a cercar traguardi
su callari ricoperti dalla brina
lascio la briglia a correre puledra
e slaccio i guanti inutili
scoperte
le mie mani sono dita secche
come i freddi rami
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Commenti (4)
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Silvia De Angelis28 novembre 2009
Versi bellissimi immersi in uno scenario particolare, denso di sensazioni. Piaciuta davvero molto
Paolo Eroli28 novembre 2009
i tuoi versi sono sempre belli e spesso nascondono metafore da seguire... la poesia mi è molto piaciuta! Bella Bella!
Paolo Ursaia28 novembre 2009
Di singolare intensità; versi di grande qualità, da assaporare lentamente. Piaciuta
Rasimaco29 novembre 2009
versi molto belli che prendono il lettore e lo trascinano al galoppo su quei callari... stupende le immagini che si susseguono come fotogrammi in una slide...



