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Impressioni 1 dicembre 2009 · lettura 3 min · 1059 letture

Firenze via degli alfani

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Daniele Locchi 124 poesie pubblicate
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Firenze, via degli Alfani. Ci sono parole di negozi nelle botteghe di parole Il niente sopravvive alla modernità nascosto tra le rughe del venditore d'insalata La latteria è un covo di lattanti un po' invecchiati una bandiera arcobaleno a fare da insegna dentro si spacciano tisane alternative un euro di tè verde solidale - mi raccomando non in busta ma infusione- per cominciare bene la giornata Al minisupermarket c'è di tutto tranne che il sorriso È triste far la spesa per gli angusti corridoi dove soltanto un single passa e l'altro single rimane a far la coda Un pensionato osserva incuriosito la scadenza e pensa dove gli avranno scritto quella che più conta Il russo alla cassa sorride cortese mentre rivende a caro prezzo la vita a sottilette Poco più in là c'è la lavanderia grigia come i vestiti appesi cellophane di lussi trasandati e ormai anche un po' passati come gli occhi della vecchietta cotonata che raccomandano ai tempi di tornare dimentichi dell'orrore che han vissuto sgomenti della paura d'oggi e del futuro che non ci sarà Al bar - c'è un bar in ogni strada - lui assapora la notorietà l'accento a nord, le scarpe a sud attende l'arte consacrata fingendosi sicuro del domani Il barman lo consola con la brioscia della cortesia e la ruffianeria di un buon caffè Passati a capofitto due metri d'incubo sull'altro lato si noleggiano biciclette ai politically correct ansiosi di spalmarsi nei polmoni Io scappamento di un tram tram Accanto c'è una psicolibreria retaggio dei tempi dell'attenzione regalano tanti sogni di lettura e nostalgia, in piena concorrenza col negozietto che è dall'altra parte - attento al motorino - non vuole riconoscere i cd e vende i dischi neri del vinile per farli diventare arredamento L'internet ormai si vende a punti come le collezioni di farfalle di seta e gli occhi a mandorla dei banconieri la scritta OPEN sulla fronte e due lanterne finte nelle mani gloriosa Cina dove sei finita con questi ambasciatori immagino il paese e sogno ad occhi aperti Dante e Terzani che dicono non ti curar di loro e guarda avanti oltre il marciapiede, oltre le soglie andando a ricercare nelle fogne il frutto della new globality.
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Daniele Locchi
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Commenti (1)

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Maurizio Spaccasassi1 dicembre 2009

Un poetare direi quasi "cronistico",nel senso che rileva spazi e persone per come sono e come si muovono senza nulla aggiungere di ciò che l'occhio avvede. Un poetare che scruta il viale nel verismo dei passanti, tra le vetrine i bar senza cambiare nulla di ciò che accade, come quasi si volessero immortalare le immagini e conservarle per sempre ricche di colori e suggestioni, imbalsamate tra questi particolari versi. Ne ho colto l'essenza, personalmente la trovo una poesia che ha il suo fascino e la sua originalità.