E il treno avanza
sui binari
le chele motrici
lasciano il freno corporeo
il fumo acceca gli ultimi sguardi
che il tempo respira per te
a non lasciarti desideri
avanzano i gomiti levigati
piano
sulle linee calibrate del nascere
nel fischio lanciato all'eco del vento
e ancora avanza e sbuffa
sbuffa supremo nella pelle che l'abbraccia
di natura, stagioni, spontanee asperità rocciose
nell'inverso dei fondali umani già toccati
dal brivido raggrinzito delle strade percorse
e passa sulle anime disordinate
che percorrono i bordi del raziocinio
sui pazzi che aspettano la morte
senza un biglietto per sedere alla vita
sulle sfumature dei colori roventi
e diventano l'allucinazione
per chi insegue fiori oscuri
e macina carbone
caffè del Dio offerto ai minatori
quasi un bere il nero dei giorni
e lo zucchero è la luce
che non puoi sciogliere
non puoi girare nelle tazze della solitudine
ma lui mangia e va
e ignora le onde che trasportano i cocci
della fatica remata in un mare senza rive
ignora il pianto alle pietre lasciato
per scagliare il dolore lontano da noi
ignora l'odio che sposa il sorriso
per ingannar il sentimento
che vogliam esprimere
e sempre più veloce s'allontana
dalle ferree leggi del vedere
🌐
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L'autore
Sincity
Commenti (1)
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Giorgia Spurio3 dicembre 2009
stupenda... verso per verso... ogni verso è un passeggero, anime passeggere, è una carrozza, è una lancetta, è un secondo insignificante su questi binari del tempo dove il treno della vita va sempre più veloce... e la stessa poesia si trasforma in treno con le sue strofe che son carrozze che ospitano noi, i versi, passeggeri fantasma... magnifica con uno sfondo musicale che parla da solo!

