Balocchi d'argento
Dei miei incostanti anni,
propagator divino,
torna la mia mente a
quando ero un bambino.
Io vi saluto, dolci ricordi
di giovinezza, di quando
sorridevano chiari precordi,
profumi e balocchi ammirando.
Lieto la mia infanzia ho vissuto
nell'amore, caldo rifugio dei miei
genitori, donde svaniva la nuvola bigia,
del fosco presagio del lupo cattivo. Poi,
ebbro e felice, con impeto audace, cavalcavo
l'onda chiara e fugace di fanciullezza vivace.
Tra sogni e illusioni, desideri e passioni,
correvo gioioso sul baio d'argento,
nei prati fatati della mia fantasia.
Raggi di sole, i piccoli giorni,
con il sapore del melograno:
lassù, fra le Grazie e Cupido si fece
un tenero patto, d'amicizia e d'amore.
Nell'aria odore di mirto, di viole,
di candide corse in bicicletta, a sfidare
gli amici, imitando la forza dei grandi
campioni, Bartali, Coppi e Gimondi.
Oggi sono queste, le ricordanze
delle mie lontananze, quando ricerco
l'esule che fu me stesso, il bimbo, il
giovane che un padre è adesso.
E mi ritrovo così, con questa
ricchezza che mi travolge il
cuore e me la lego stretta dentro.
Balocchi e profumi d'amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!