La leggenda dell'isola e del pescatore
Isola,
per marinai
con promesse facili,
porto sicuro,
li ho nutriti
con frutti d'amore,
dissetandoli con acqua pura
di sorgente,
cuore semplice di donna,
privo d'inganno e di malizia.
Di notte si stendevano,
sulla mia sabbia,
raccontandomi
la fiaba delle stelle,
ma il vento dell'avventura
narrava
di terre sconosciute
da esplorare,
di fate e sirene
da conquistare.
Ammaliati ripresero
il navigare,
lasciando devastata
la mia terra.
Come il fiore,
sigilla la corolla
all'arrivo della tempesta,
alzai con le lacrime di dolore,
la barriera corallina,
impedendo nuovi approdi.
Camminai per lungo tempo
sulla battigia,
gettando nel mare
fiori di loto,
nel cuore
di una conchiglia
misi un sogno mio d'amore,
nascondendola sotto la sabbia.
Fino a quel mattino,
quando trovai,
stremato dal naufragio,
Eros vestito da pescatore.
Della mia isola
non narro più niente,
Amore mi ha reso continente.
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Commenti (1)
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Giuseppe Monteleone8 dicembre 2009
E' bellissima... io ho evitato di farmi isola... a volte ci penso ma non succede niente...
