L'altra mia vita
Fuggo dalla vita
oltrepasso
quel silenzioso bordo
per ritrovar me stesso
non più confuso
Ma che strano
è questa, dunque, l'altra vita?
sotto i piedi
spazi senza orme
e sopra solo luce
Non oso andar oltre
col niente nell'anima
coi soli volti sfatti
Lascerò la fiamma
consumarsi
per soffiar
via la cenere
covata troppo a lungo
Nessuno ha colto
il sacro mio amor
vissuto e sussurrato
maltrattato e deriso
Un uomo semplice
fatto di male e bene
che nessuno ha capito
o ha mai saputo coglier
Attorno a me
presenze d'aria
delle quali non so nulla
legate a questo cielo
o al mondo dello spirito
Mi fermo, le ascolto,
cantano, o mi par
che lo facciano
non so se da loro o
vibrar son gli echi
Mi vien da pensare
che sia un dono occulto
o un comando
per instaurar contatto
Comporrò anch'io un canto
per quel che son già qui
e per quelli che verranno
per guadagnar rispetto
Canterò che la morte
è bella quanto la vita
che chiunque di noi
ne è degno e che l'amor,
donatoci per nascita,
proseguirà nella nostra
immortale altra vita.
©
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Commenti (1)
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R
Roberh13 dicembre 2009
tu scrivi bene, secondo me, apprezzo il tuo stile quasi mai banale, ma perché hai scritto in mezzo? non sottovalutare la pseudo- estetica opzionale che questo sito ti offre per rappresentare un tuo testo. io l'avrei scritto a destra.