Ricordo di quando ero nella tendopoli (terremoto in Umbria 1997)
V'è un ricordo
nella mente,
che non dimentico...
S'era dodici anni fa,
a festeggiar il Natale
sotto le tende militari,
tremava la terra ancora,
tremavano gli animi
nella paura,
non avevo più casa,
né un lavoro,
solo la dignità
m'era rimasta,
ed il coraggio
di lottare,
di sconfiggere
quel ruggito maledetto
nella notte oscura.
Il terremoto
m'aveva reso,
ancor di più,
povera fra i poveri.
Ma, alla vigila di Natale,
forse perché, il Signore,
accortosi che, più
non riuscivo a sognare,
della tristezza dei miei
figli, allora adolescenti,
volle donarmi,
una fiaba da narrare.
Dal paese natio
di Santa Claus,
in Finlandia,
dei soldi,
mi furon donati.
Il sorriso,
una lacrima di gioia
sul viso,
qualcuno ci amava.
Non avevo casa,
non avevo niente,
quella piccola fiamma
scaldò il cuore.
Da allora
credo a Babbo Natale,
credo nella bontà
delle persone,
la sera della vigilia,
scruto il cielo,
acceso resta
il cammino,
lascio sul tavolo,
un bicchiere di latte,
e un biscotto alla vaniglia.
©
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Commenti (1)
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Berta Biagini13 dicembre 2009
Quando si leggono versi del genere, una vera vita vissuta, si rimane senza parole, ma solo apprezzare la dignità che vuol essere per noi un vero insegnamento di vita – Babbo Natale esiste, perché ogni hanno è sempre capace di alleviare pene a chi ha veramente bisogno, che siano bambini o persone adulte. Non smettiamo mai di sognare. Quel bicchiere di vino, quel panino con il salame - ha sempre un suo significato. Sentitissima per tutto tutto.
