Notte
E ogni notte
dove non sei più qui: qualcosa da trovare
diventa qualcosa da perdere. Tutto
rimane altro da ciò che era, e ciò che era
non è memoria di nessuno
tranne che di me.
Pioggia e Autunno. Entroterra
di affanno
nella mia bocca. La voce fredda
si muove nel freddo, non sa più
come dire, e la lingua che mi tiene
è in coma.
Eppure parlo
e parlo al buio per non lasciare
il buio non detto: tutte le tue menzogne
adesso sono mie. È da un tale dire
che dice il cuore – finisce col perdere
un altro cuore.
La notte non sei più qui. Ma
sapendo tornare, conterei l'esistenza
andando fra queste pietre: non sentire
altro da noi stessi che te. La notte
che mi viene dentro
è la notte più illeggibile.
©
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Commenti (2)
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P
Pp13 dicembre 2009
Questa poesia, potrebbe essere semplicemente prosa, ma tu la vedi poetica, ed è giusto così. Accetto volentieri la tua critica sui miei geroglifici, ringraziandoti per l'apprezzamento estetico. La poesia è anche immaginazione... io li vedo... antichi egizi comporre poesie... in geroglifici. Saluti e Buone Feste.
M
Massimiliano Manocchia14 dicembre 2009
Questa poesia della prosa non assolutamente nulla. Anzi, fosse prosa, sarebbe una pessima prosa. Invece è una poesia, una bella poesia.