Pagine bianche
per non subire rintocchi,
le mie parole accarezzate dal vento
rifanno il trucco
a campane stonate
e fingendo di aderire ai tuoi occhi
scalerò il muro dei gesti
dissolvendo il profilo sul mare
senza capire sentirò aprire la porta,
come i lenti fruscii di una pagina bianca
che ora sfugge dopo aver visto
un tramonto e una guerra
vedo il mio lontano da te,
come onda di fiordo
che ritorna a salpare
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Commenti (2)
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Gabriella Caruso15 dicembre 2009
Ogni tanto pensiamo di amare e riusciamo a scrivere poesie belle come questa.
F
Franca Canfora17 dicembre 2009
Il verso accompagna dolcemente il pensiero, che si fa immagine, pacata, come pacato e quell'intimo soffrire, e quel tenero sperare.
