Millenovecentocinquantuno
Son anni di gran cambiamento
dopo guerre, fame e tormento,
anime grevi in forte tumulto
dagli anni passati con sussulto.
Madri, padri con spirito forte
al nuovo corso spalancan le porte,
alle spalle metton disgrazie e problemi
pronti al mondo metter noi figli supremi.
E inizia la vita di noi bambini
spensierati e un po' biricchini,
in un intreccio di nuovi sentieri
c'incamminiam sgombri da cupi pensieri,
giocare tra campi di grano dorati,
i fossi saltare spensierati,
rincorrer farfalle non viste
scoprire la vita mai triste.
Canzoni cantanti la gioia,
tra Beatles e Dylan passava la noia,
giocare al "pito" nell'aia
studiare sotto il noce con Gaia.
Conquistar gli spazi e la luna
nei nostri vent'anni vedemmo,
figli dei fiori con alterna fortuna
grandi conquiste facemmo.
Poi passan gli anni veloci
sposarci alquanto precoci,
alla prole dar dei buoni valori
conquistati con cuore e sudori
ed ora ancor siam con spirito gioviale,
seppur con gli anni sulle spalle,
paragonabili non siamo a nessuno
uomini e donne di classe cinquant'uno.
©
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