Mi vedo

Alzati e guardati attorno
solo un filo di luce,
piano le gambe s'appoggiano
freddo il coccio t'assale.
Lentamente, non far rumore
attento ai piedi dove metter or vai,
stretto corridoio innanzi sta
su ruvide pareti appoggiarti fai.
Un lampo, luce fredda,
lancinante, prepotente
entra veloce come freccia
tra palpebre ancor socchiuse.
Rapido si posa lo sguardo,
rilascia immagine stanca
su parete levigata, lucida,
chi m'osserva con occhi profondi?
Non conosco quel viso consunto
da righe profonde solcato,
rapide e scure affondano
in quel volto di fronte specchiato.
Fatica riconoscere il tempo passato
lontano in pensieri racchiuso,
son io, non so, non credo
ma penso sbagliare io possa.
Ma sì, guarda quegli occhi olivastri
ancor vivi seppure assopiti,
ti scrutano attoniti per dirti
sei tu, son io nello specchio del tempo.
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