Or son morte

Or son morte,
dopo lungo lavoro
tra intemperie
e sole cocente
a controllar la vita nascente
Or son morte,
lasciando spogliate
le membra imponenti
imploranti il gelido cielo
coprir loro col bianco mantello
Or son morte,
ai piedi della vita d'un tempo
ricoperte d'un bruno cangiante
svuotate del dolce liquore impregnante
Or son morte,
marcite da pioggia battente,
spazzate da vento impetuoso,
sparse nell'umida terra
succhiante la loro riserva
Or son morte,
ma non invano lo sono,
sciogliono piano la loro natura,
tramutan la morte in vita futura.
Luigino Polin
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Commenti (1)
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Roberto Braganti10 novembre 2010
armonia lessicale che traspare da una descrizione raffinata ed unica. complinenti.