Quando i musicisti

Quando i musicisti smontano gli strumenti,
mi piace andargli incontro con un bicchier di whisky;
adoro i loro sguardi finto/disattenti
che indagano, in realtà, sugli ultimi presenti.
Misurano l'effetto delle loro vibrazioni
nei veloci abbracci che accostano sui cuori;
salutano e ringraziano quelli che li han seguiti
poi restano da soli con chi li ha accompagnati.
Quando i musicisti rimangono tra loro,
mi piace derubargli discorsi e grasse risa;
adoro quel silenzio che gli si forma attorno
ancor dentro il ronzio dell'ultima nota spesa.
Non parlano di loro, né di questa serata,
si scambiano battute e giù, un'altra risata.
Non vogliono spezzare l'armonia che han creato:
se lo diranno poi, se qualcosa non è andato.
Quando i musicisti sono artisti veri,
mi piacciono i colori che danno ai miei pensieri;
adoro immaginare di stare in mezzo a loro
a vivere un lavoro che non è mai lavoro.
E immagino qualcuno che mi viene incontro,
con un bicchier di whisky ed un sorriso spento,
prendere coraggio e dir, senza esitazioni:
"faccio il cameriere, ma so scrivere canzoni".
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Commenti (1)
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Mario Bugli18 dicembre 2009
E' un momento magico, quando la musica finisce e i musicisti ripongono i loro strumenti e l'autore ne ha colto in maniera egregia l'essenza... essere coinvolti durante l'esibizione è quasi scontato ma esserlo dopo è roba da artisti o di chi " pur facendo il cameriere, sa scrivere canzoni "
