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Cronaca 21 dicembre 2009 · lettura 2 min · 3340 letture

Il Pirata di Dio (I)

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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Ed eri nei giorni della tua ancor piccola vita che correvi giù dalle stradine di un'antica città fino al porto per ammirar vicine quelle navi che lontane guardavi arrivar dalle tue finestre. Eran lontane vele bianche di vento rigonfie di lontano venir alla terra tua natia. Eran poi vicine scure carene di legnose chiglie cullate dalle onde del mare nel sicuro porto. E rincorso da frotte di chi con la tua età ti seguiva per capo e per curiosità eri nel seno di ponente a diritta del tuo porto. C'era solo meraviglia nei tuoi occhi che curiosi in mezzo alle mercanzie ti portava a cercare, ti portava per veder quelle funi mantener quelle enormi navi ferme E cosa cercavi se non il sentore di quelle terre lontane da cui giungevano i velieri e ove tu volevi essere? Ma la tua curiosità non era là in quella mano che scorreva su quelle funi. Era dove le funi iniziavano, lassù sulla nave. E la tua fantasia correva con la tua mano lungo le funi fin dentro le nere chiglie dei velieri. Ma un falco in volo riportava i tuoi pensieri a quel padre mai conosciuto e i tuoi passi riportava veloce dove tua madre ti aspettava.
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Brindisi e correva l'anno 1280 Tratto da un racconto inedito che ha lo stesso titolo della poesia

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Azar Rudif
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Commenti (7)

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Giorgia Spurio21 dicembre 2009

mi son venuti in mente i primi preti "missionari" che battezzavano tutti i nativi che incontravano con il primo nome di santo che gli venisse in mente... navi di colonizzatori... corse di indiani... ma poi anche altro... il volto di un padre? il volto sfocato di Dio agli occhi di chi crede di fare la sua volontà...

El Corripio21 dicembre 2009

Ampia e ricca in contenuto (che a me piace molto) e buona la forma. Attendo il seguire della storia. Molto apprezzata.

Barbara Golini21 dicembre 2009

molto bella questa tua. La descrizione del viaggio del desiderio si partire e al tempo stesso il ritorno alla relatà attraverso un particolare che distrae dal pensiero più profondo. Così m'è sembrata. Bella.

Anna Maria Obadon21 dicembre 2009

Un bambino che attende di veder arrivare con la nave qualcuno che lo riporti verso le sue origini... dove potrà ritrovare una madre che l'attende. Versi ricchi di atmosfera, veramente di grande pregio.

Antonella Bonaffini21 dicembre 2009

Tristemente malinconica, minuziosamente descrittiva, la poesia si assapora lentamente... molto bella.

Danielinagranata21 dicembre 2009

Mi ha emozionato ed è entrata dritta nel cuore da fiocco rosso scritta benissimo

Gaia22 Tiziana Porcelli28 dicembre 2009

Sembra di vederlo quel bimbo... occhi rivolti verso quelle navi che giungevano da lontano. Desideri che si insinuavano nella mente, desideri che avrebbero voluto essere soddisfatti. Sarebbe bastato arrampicarsi su quella corda e così partire... per quelle mete sconosciute. Desiderio d'avventura frenato dalla consapevolezza che una madre, sola, attendeva il ritorno di suo figlio . Tutto allora sfumava e a casa si ritornava. Così l'ho letta...