Uomini come ai fanciulli tristi
Stemmo sulla pietraia dell'incertezza
tutti gli uomini e le donne della generazione in uso
e quelli sopra di noi
osservando i giovani puma che avanzavano sparsi
a fare la loro storia di denti e di artigli.
Ci dissero i soprastanti e coloro che furono il prima:
- anche noi,
e voi sembraste i leopardi.
Di qui si vede lo zoo spaventevole degli umani, -
come ai fanciulli tristi, pensai,
di cui la visita alla crasi delle gabbie.
Capimmo,
benché illusi dai vecchi corpi
sull'ossario candido delle speranze.
Noi ancora per quell'offesa di resti salendo
(ché lassù arrivano pochi)
quasi contrafforte ai piedi della vetta
sperammo che salisse anch'essa.
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Commenti (1)
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Enio Orsuni24 dicembre 2009
chi erano, chi siamo e chi saranno... profondità di pensiero, come ti si addice. bella chiusa. un segnalibro meritato
