Il mio ciliegio
Guardo nel fiero ed utile paradiso
il fermentar di nuove nascite elevar la mole,
frutto di sudori, la complicità del sole
e delle lacrime del bigio cielo.
Fanno i nascituri da cornice a colui
che; ora è il solo re
del mio esile orticello.
Socchiudendo gli occhi vedo,
la lesta mano accarezzar
il lungo corpo e i figli suoi
protesi in ogni direzione,
per alleggerire biecamente
il ricavo del suo bianco fiore.
in me sento svuotare ogni bene
ed allontanare per sempre il sapore
e ciò che la natura ha creato
per far felice il mio cuore.
©
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L'autore
Salvatore Codonesu
poetare, è vivere a cavallo d'un bianco cirro che passa sereno nei giorni di festa, quando tutti osservano il cielo con occhi che sorridono l'immenso.
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