Delirio XIV (Animali morti)
C'è più ombra e peste bubbonica
In un supermercato pieno per natale
o in una coda all'ufficio Immigrazione
Che in ogni leggenda medioevale.
Le alte guglie di ferro, cemento e vetro
Ci fanno sentire piccoli, dolci.
Abbiamo sogni volanti come gabbiani
In ronda sulle Cattedrali.
La libertà è una Statua smontabile
Immobile e gigantesca
Tra terra cielo E mare.
E' verde come... La cacca di gabbiano.
Nessuno è veramente
Libero.
Nessuno si sente mai
Libero.
Che altro; felice?
Un bambino grasso che ride
con sua madre in un fast- food
Non mi fa meno pena
Di un piccolo pigiama a righe
Triste e magro in un campo
di prigionia.
Entrambi hanno un bagliore
di cuoio negli occhi; come bovini
Destinati al macello
In un recinto le abbraccia,
Identica, la mia pena.
Una volta sciolta
L'illusione del tempo
Una cintura di Gucci in Kenya
non mi fa meno paura
di una frusta in un commisariato
Di Dusseldorf
Il passato è oggi.
Tecnologicamente, oggi...
Pasciutamente, oggi...
Disgraziatamente, è, oggi...
Oggi, assomiglia a un allegra
fattoria.
Il sole nei campi sbianca
le ossa.
Per fortuna che gli animali
Muoiono;
e basta.
Intendiamoci io parlo per me.
Intendiamoci bene, lo dico
Solo
per me.
La mia poesia
Come un agnello elettrico
Belante tra me e me
Assurdi presagi promemoria
-Erra- Pascolante
La vigilia di Natale.
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Commenti (2)
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Nicolò Spiriti27 dicembre 2009
Poesia sincera su ciò che è il mondo d'oggi in uno dei suoi peggiori aspetti
Giorgio Lavino27 dicembre 2009
E' come stare in strada e leggere quello che ti scorre davanti. E' una mano invisibile che scoperchia le cose attribuendole il giusto significato. Senza ipocrisia l'autore si vede e vede il mondo che, parliamoci chiaro, è quello che è, inutile farsi illusioni. Disfattismo? Piuttosto direi che si tratti di puro realismo, quello che usa la fantasia per descrivere meglio lo schifo che c'è. Immensamente piaciuta. Il massimo dei voti se è lecito votare le poesie.

