Andai alla sua prima, ma non seppi farla donna
E poi tu
che dovevi essere tu perché un'altra
sottile di cotone sulle cosce smunte
sarebbe stata un crollo da doversi
un crollo e basta.
Ma stavi in punta della paglia
nell'unica sedia di servizio lì rimasta
come una gruccia disancorata dal suo arredo.
Chissà perché pensare a quelle croste munte da pareti umide
organza trepida agli omeri del cielo su quella bocca
- saranno nubi nere già domani
forse potrebbero un sorriso senz'offesa
o la didascalia errata dell'ombretto
o l'incidenza appena alla spalliera
o per lo più sguardi tremanti.
E poi riaversi quando a metà del vero accogli
con labbra sfinite dal silenzio
la curva di bottiglia e tutto il brandy a seguito:
se fosse stata spinta dalla luna
avrei pensato diversamente amore,
che è pur sempre il fiore dell'angoscia
quando s'inclina a dolo.
Poiché però uno specchio sul comò
gettava dubbi su quell'uomo scarno - e quindi me -
mi attenni al freddo
e uscii da ogni parallelo a quella stanza
restituendole un sorriso di sorpresa.
©
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