Trapuntiamo il disbrigo del cuore d'auguri
C'è una certa ora a cui miro.
Così tutti
a quel niente di trapasso, lo zero che presenzia il rito
ma lo manca;
la gioia che s'acquieta nell'attimo di fianco
di cui il precedente fragoroso
come a viversi tutto il rumore
del togliere la pelle a quel vecchio
facendoci più avanti di fine
- consenzienti.
Che bella
che grande
che luce la notte
che rinnova:
io ricorderei
se fosse stata unica.
PS.: ABBIANO TUTTI, CHE QUI PARTECIPANO, I MIEI MIGLIORI AUGURI PERCHE' UN QUALSIASI ANNO DIVENGA STRAORDINARIO - COME DESIDERATO - NELL'ANNO CHE SARA' DA DOMANI (E PURE GIA' OGGI, OSEREI).
A CHIUNQUE.
AUGURI,
🌐
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Commenti (1)
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Pietro Roversi4 gennaio 2010
E poi dicono che la poesia d'occasione è poesia minore: persino la banalita' del Capodanno in questi versi si trasforma nel senso della possibilita' immensa dell'inizio, della realta' della continuita' contro l'apparenza dell'inizio! mai banale, mai scontato, sempre parole come nessun altro, inimitabili, eppure che voglia di impararle a memoria per quando serviranno, per quando avremo voglia di risentirle.
