Evviva l'anno nuovo
Evviva l'anno nuovo ch'è arrivato!
Stappiamo tutti insieme lo spumante!
Sarà un anno davvero strabiliante,
nemmen parente di quello passato!
Sarà pieno d'amore e di fortuna,
non ci saran più guerre, né attentati,
né poveri, né tristi, né malati.
Anche i soldi cadranno dalla luna!
Beh... Forse non sarà proprio così!
Forse, ci basterebbe, in fondo in fondo,
che non ci capitasse un finimondo,
trovarci quest'altr'anno ancora qui
a brindare di nuovo in allegria:
buon anno a tutti! E sempre così sia.
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Commenti (1)
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Lorenzo Crocetti1 gennaio 2010
Tre quartine più un distico in piacevoli endecasillabi. Che è, per me (e forse anche per questo poeta) il miglior modo di esprimersi per far capire chiaro quello che si vuol dire. Altrimento o si scrive in una forma in cui si riesce a capire ben poco, oppure, se si capisce, quella è solo prosa... spezzettata! Molti disprezzzano la rima, per la semplice ragione che provano quell'invidia che ho io verso gli scalatori delle vette himalaiane: non so scalare! Però almeno li ammiro. Loro invece (certi poeti, non certo tutti) solo disprezzano. Penso perché non sono capaci di... diciamo "scalare!" E così si chiude.