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Uomini 4 gennaio 2010 · lettura 2 min · 3599 letture

Del fascino del cuore, per tempeste

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Ferdinando Giordano 120 poesie pubblicate
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Contai le gocce tante tutte quelle che si poteva senza dubbio alcuno pettinare i vetri certo di averle viste per quelle discese di rabbia da subito ripide degli uragani - quando stanno sui tetti - con le loro furiose spallate d'aria a divellere tende tegole antenne ma non toccano parafulmini magri da stecco però furbi scugnizzi che scippano al cielo le saette quelle che vanno dalle altezze impossibili agli occhi precipitando alle radici fremiti di scoppio nei loro sottili cuori di barbe le oscure radici che ancora resistono le pazze radici nei tuguri delle argille dove almeno una congerie di limi si trattiene; non l'acqua, benché dovrebbe ragioni al seme. Dicevamo dei timori restituiti agli argini che esondasse dal greto un fragore liquido irrefrenabile dal cuore irrisorio per l'ascolto dei tuoni strambo in quel sicuro mio padre per ciò anche a noi nuovo di fascino. Quantunque si potessero chiudere le imposte preferimmo spaventarci alitando trasparenti il dito a tracciare le gocce scandite sui vetri, scivolando. Ci confuse il turbine e smettemmo il coraggio a 80 la conta; ma sarò più preciso a parlarne quando potranno una ripresa questi figli.
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Ferdinando Giordano
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Commenti (2)

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Enio Orsuni4 gennaio 2010

questa ferdy va letta almeno 10 volte per capirla a fondo, e lo farò di sicuro. per adesso mi sento come uno scolaretto al cospetto del maestro.

Pietro Roversi4 gennaio 2010

Gli uragani attaccano i tetti ma non i parafulmini, che rubano al cielo le saette: esse scendono lungo il parafulmine a raggiungere la congerie di limi nelle radici: e il seme che non è acqua. Sono tutte immagini della paternita': il figlio spaventato dell'acqua dal cielo e nel fiume (che sfondi la finestra, che si rompa l'argine) e il padre sicuro, e per questo fonte di fascino, come il temporale. La forza del temporale strappata dal tetto al suolo, imprigionando la fertilita'. Identificazione tra figli e padri (si potrebbe chiudere l'imposta ma invece la forza che ci spaventa ci affascina e ci ritroviamo in gesti di coraggio al vetro, toccandolo, esponendoci alla violenza del temporale). Una volta grandi lo ridiremo. Rime, ritmo, sicurezza. Assoluta!