Altri vecchi
Che dire di me da me? Ho avuto la fortuna di vivere nelle città fra le più belle del mondo: Venezia prima e poi Roma, dove attualmente risiedo con intermezzi di vita a Vienna e Parigi. Non ho patria. Mi piace sentirmi “cittadina del mondo” un po’ per nascita e molto per natura. Dovunque vado, lascio un brandello di
Commenti (13)
Un piccolo attacco a chi crede di poter essere in eterno padrone del suo tempo... molto interessante la chiusa... mi hai fatto sorridere.
Versi che riflettono su quelle persone che non accettano lo scorrere del tempo e non si adeguano al suo passo... Bella e apprezzata poesia!
Davvero pungente soprattutto enlla chiusa... Condivido in pieno il pensiero dell'autrice... la vecchiaia va accettata per quello che è e qualunque tentativo di prolungare la giovinezza è patetico. Quando è ora, bisognerebbe ritirarsi ... nelle proprie stanze, vale per tutti i settori... purtroppo la realtà ci mostra ben altro... poesia ben scritta, ribelle e ironica allo stesso tempo. Piaciuta immensamente
Poesia di cui si apprezza e si sente ogni singola parola e ogni crudo concetto. Il richiamo alla nobiltà senile dell'antichità nella chiusa, un sogno che non credo possa tornare ad essere realtà.
Un giusto dardo diretto a chi non si rassegna a cambiare ruolo con l'età che avanza, e compra pezzi artificiali di se stesso, per illudersi e illudee che la vecchiaia sia sconfitta dal progresso. Manichini vestiti a festa cui anche un sorriso può far saltare le... cuciture! Condivisa e apprezzatissima!
poesia intensa, vera... ogni stagione di vita bisogna vivere con spontaneità senza cercare di rendere artificiale e costruita una fase delicata che bisognerebbe vivere con naturalezza e spensieratezza... versi molto belli...
Quanto è bello mostrare con orgoglio i segni del proprio passato, le rughe che sono parole di saggezza e esperienza stampate sul viso e magari sentirsi dire ...un uomo interessante... Una notevole poesia con versi acuti e significativi. Meritevole.
Fustigatrice rigorosa di una società che non ha l'esatta valutazione del tempo che inesorabilmente scorre, limitandosi a danzare sulla tolda del Titanic. Bella e condivisa
Per cominciare, ben ritrovata Alida. Ti ho letto con attenzione e credo di aver ben compreso quello che vuoi dire. tant'è che mi hai fatto ricordare il Saul dell'Alfieri( come concetto).Però, oltre ai vecchi reietti ed ai vecchi egoisti esistono anche vecchi perfetti, che interpretano e vivono a perfezione il proprio tempo e la propria età ed i diversi ruoli che devono essere svolti. So che lo sai e che non ti riferivi a costoro, ma mi pare giusto dirlo.(forse perché sono vecchio).in ogni caso poesia sentita ed apprezzata per quello che intendevi dire e per come l'hai detto.
Questa poesia mette il dito nella piaga, la piaga è proprio quella che la brava autrice definisce gerontocrazia... il tempo di Cincinnato purtroppo è ormai lontano ed i vecchi riottosi " famelici briganti di un tempo già vissuto" non ci pensano nemmeno a ritirarsi a casa con l'aratro!
Poesia dal tono forte, e mano eccellente a vergarla, con un accento ironico che la rende ancora più preziosa. Piaciutissima.
Mi asso cio a Mario Bugli, i tempi sono cambiati, non tutti comme certi sentono gli anni posarsi adosso, con tutto la voglia sempre di amare come i ragazzini, perché l'amore non ha età. Ma la vita per molto è cambiata, gli uomini con le ragazzine, le donne con le loro chirurgie plastiche, credo che la vecchiaia non esite più, se non per chi è abandonato a se stesso o è molto malato, bellissima e colte questa tua e mi piace molto...
Versi acuti, sottili che portano inevitabilmente a delle riflessioni, per ognuno forse diverse. Letta con interesse ed apprezzata.








