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Introspezione 5 gennaio 2010 · lettura 1 min · 4370 letture

Delirio XVI: Leggendo le mie poesie

L
Luca Torri 255 poesie pubblicate
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-Leggendo Mi perdo- Mi ci vorrebbe un nuovo stile di scrittura Un nuovo modello di ragione o meglio ancora un altro cervello. Ho troppi buoni nascondigli dove sentirmi normale Troppi angoli bui dove confondermi bene. Ho poche nostalgie... Dovrei inventare un nuovo codice d'amore cercare un'altra gamma di piacere O cambiare ogni due settimane religione. Leggo, leggo le mie poesie: quelle di adesso, quelle di prima le trine sciolte, i rovi in rima quelle di cronaca e le fantasie... In esse, se io altrove, Provo che non Trovo. -Leggendo Mi perdo- Sono come chi fa ritorno dove non è mai stato Ed inoltre, mi sento poco gradito. -Leggendomi perdo-
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Luca Torri
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Commenti (7)

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Aldo Bilato5 gennaio 2010

Geniale quanto basta, come in una ricetta d'un grande chef.

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DarioC 855 gennaio 2010

Il contrasto tra il primo e l'ultimo verso, che anche graficamente fanno da cornice alla poesia, lascia sbalorditi per la profondità e la forza espressiva e, a mio avviso, basterebbero e sarebbero più che sufficienti a descrivere il pensiero dell'autore in una breve di grande effetto. lo svolgimento centrale serve a dipingere un quadro già intuibile! nel complesso davvero meritevole!

Rasimaco5 gennaio 2010

rileggo questi versi cui in un primo momento avevo solo dato una scorsa, ed incuriosito da una espressione sono ritornato sui miei passi e riconosco in essi una vera pennellata d'autore... molto molto apprezzata e piaciuta

Antonella Scamarda5 gennaio 2010

Leggendo le proprie poesie, a volte capita di sentirle estranee... se ne perde il senso, o forse siamo noi ad essere cambiati, giacché l'animo muta, così come il nostro sentire,"è come ritornare da un luogo dove non si è mai stati"... Molto ma molto bella!

Giorgio Lavino5 gennaio 2010

Quest'autore ha aperto l'anno nuovo come aveva chiuso il vecchio. Con la sua esclusiva originalità e la sua capacità di rimettersi sempre in discussione. Certo è che non gliene va bene una. Ora punta addirittura il dito contro se stesso e sul banco degli imputati mette addirittura il suo bene, credo più prezioso, le sue poesie. Le legge e le rilegge ma ecco fuoriuscire la sua anima di artista. Non lo sazia affatto il lavoro fatto fin ad ora, cerca qualcos'altro e s'inventa una nuova poesia ripartendo da una riflessione su quello che ha fatto. Sembra tutto normale, invece è genialità che non si può inventare. O c'è o non c'è. E più leggo Luca Torri e più mi accorgo che ha un qualcosa di particolare che lo rende davvero straordinario.

poesia che si distingue tra le altre regalando una intima e condivisa elaborazione interiore. Spesso rileggendoci non ritroviamo quello che ha mosso la nostra idea, assecondato i nostri pensieri, talvolta superati nel tempo stesso che vengono espressi. " sono come chi fa ritorno dove nn è mai stato" Molto molto bella, anzi bellissima. La conservo

Rosy Marchettini8 gennaio 2010

Che ci faccio io qui, adesso? Cosa dico dopo che Giorgio Lavinio ti ha dipinto così bene? Posso solamente dire che sei un genio, che le persone come te devono andare avanti che la tua poesia mi sorprende sempre più e la stima aumenta di giorno in giorno Bellissima questa tua e ben merita di essere in Rime scelte Applausissimi