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Ribellione 6 gennaio 2010 · lettura 1 min · 5091 letture

Che sia l'ultima volta

Azar Rudif 263 poesie pubblicate
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A che serve viaggiare tra questi esseri. Bipedi dalle teste vuote. Ideologie orgogliose e religioni prepotenti. Superuomini impotenti e semidei della fantasia. Guardali spirito, non ti servono, non gli servi e non servirli. E non seguitemi nell'ultimo mio giorno. Non vi darò marmoreo luogo ove pensare io sia. Non è da voi seguire ceneri disperse al vento. Non è per voi l'alta aquilea via cui affiderò i miei pensieri. Tu, aquila, raggiungi le alte sfere e piomba nelle fratture dello spazio dove si inabissa il tempo. E le tue ali ferma. Non ti servono più. Solo la luce del lampo potrà vedermi. Solo il rombo del tuono potrà chiamarmi. Solo il silenzio potrà udirmi. Il resto, voi compresi, non esistete.
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Commenti (11)

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Danielinagranata6 gennaio 2010

...e già si vedeva la stoffa del poeta suggestiva e ricca di versi e parole molto apprezzata

Clodiaf09046 gennaio 2010

Poesia soliloquio in cui il poeta si avverte diverso, superiore agli altri uomini di cui rileva la meschinità. Forse qualche accento di sprezzo in eccesso ma peculiare e energica.

Antonella Bonaffini6 gennaio 2010

Molto espressiva la tua... un'anima sensibile che si eleva e scrive con consapevolezza le proprie percezioni... letta con molta attenzione. Piaciuta.

Rasimaco6 gennaio 2010

svegliarsi dai sogni che per una vita avrebbero attraversato i sentieri e ritrovarsi a far considerazioni come quelle che il poeta fa in questi versi, anche se in giovanile età, è come aver avuto una percezione extrasensoriale della pochezza che lo circonda ... e lui, cosciente e consapevole prende le distanze... bellissima!

Antonella Scamarda7 gennaio 2010

Accorgersi della pochezza umana e sentire il desiderio di distaccarsene... mentre lo spirito, si sente più vicino agli elementi della Natura. Considerando l'anno in cui è stata scritta, hai precorso i tempi, manifestando già una grande maturità artistica, oltre chiaramente, la particolare sensibilità. Immensamente bella!

G
Gianni Marras7 gennaio 2010

Una riflessione sui bipedi assai gagliarda con immagini degne della profondità del tema. La trovo pregevole nella forma e pregevolissima nel messaggio che vuol trasmettere. La conservo.

Carmelita Morreale7 gennaio 2010

Geniale l'immagine dei bipedi dalle teste vuote, lacerati dalla mediocrità e dalla stoltezza, che li condanna a non volare mai alto nella vita. Molto bella.

Rosy Marchettini7 gennaio 2010

Considerazioni sull'essere umano e non su tutti i bipedi i poveri pinguini camminano sulle loro povere e stanche due pinne posteriori) Poesia profonda e vera Piciuta immensamente ed apprezzata tantissimo

Barbara Golini8 gennaio 2010

La consapevolezza di chi comprende la distanza che lo separa dagli "altri", un mondo che non s'addice al poeta per profondità e conoscenza. La ricerca di una solitudine desiderata perché fortemente insompresa. Così m'è sembrata.

RaggiodiSole9 gennaio 2010

Poesia dove l'Autore prende in esame l'essere umano e le sue debolezze. Profonda e ben strutturata, sentita. Apprezzata per la chiarezza espositiva e per la potenza in cui vengono espressi i concetti.

L Falchero31 gennaio 2010

non avverto un vero disprezzo ma una lucida descrizione dell'atteggiamento dominante dell'umanità: arroganza, fanatismi religiosi, apparenze che gettano fumo sui sentimenti ...l'autore dichiara la sua ribellione, il suo voler volare in un cielo diverso, il suo rifiuto ad assoggettarsi ad una mentaltà che non condivide ...non c'è vanità in tutto questo: solo voler essere se stessi, anche se in solitudine. Poesia profondamente condivisa!