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Famiglia 6 gennaio 2010 · lettura 2 min · 1221 letture

Nativo diggitale

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Alberto Canfora 22 poesie pubblicate
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Lo chiamano "nativo digitale" ma nun è un mostro. E' un ber pupetto bionno su 'na tastiera indò trova normale cercasse Roma sopra ar mappamonno, sarvà la principessa dar dragone, trovà sur "blogghe" e sopra l'"internette" un po' d'amichi e un po' de canzonette, capì l'ingrese pe fà 'na frazzione. Ma un certo giorno va a la scola media. Er prof ce mette un anno pe spiegaje le date e le battaje che s'è già letto sopra a Wikipedia. A casa sua però sta sempre solo. La machinetta e la finestra operta je fanno compagnia. Nun esce mai. Dice papà: "è bono 'sto fijolo, parla poco e nun combina guai". Ma un brutto giorno farà una scoperta: er pupo nun cià più socialità. Parla solo co la virtualità. Però ha scanzato la droga e le disgrazzie. E' affortunato. Poi cresce, penza ar monno, a la cariera e scopre l'ideali. E questo, grazzie! ar prof ... che nun conosce la tastiera.
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L'autore
Alberto Canfora

Sono un romano che ha più anni di quanti ne possiate immaginare. Passo il tempo libero che ho dai 14 anni di professione "pensionato", giocando con un po' di Muse continuando a studiare, come ho fatto sempre. Ho iniziato a divertirmi, facendo bassorilievi di Roma Sparita, poi con gli acquerelli di paesaggi e scorci di

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Commenti (1)

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Saverio Chiti6 gennaio 2010

versi che "fotografano" i ragazzi di oggi, senza più contatti con il mondo "fuori" ma fantastici risolutori di giochi e della musica prondi intenditori. ...ma la vita! è forse solo questo, il lento vivere in questo contesto, senza confrontarsi in partite a calcio nei verdi prati, senza capir che è assai bello passar giornate a parlar di sogni con amici veri in carne ed ossa e non virtuali. che ne sarà di loro in futuro? sapranno capire per tempo, quanto il mondo fuori può esser duro? Versi davvero efficaci, da far leggere a tutti gli alunni! Belli davvero.