Lungo i paracarri si cantano fughe
o soltanto dei passi
la misura di un certo scrollarsi la marcia di colpe
che vengono dall'opposto a sfiancare
come si fa per quelle domeniche dei dimagrimenti
nelle corse finite a passeggio
potendo striminzire i presenti a renderli assenti
e poi sempre portarsi una cima di sé, un sentito:
- Come va?
- Come vuoi che sia questo settimanale infingardo sudore,
questa crassa fatica di acqua signorotta:
beviamone dai piedi la terra dal suo ricettacolo
come si fa
potendo striminzire gli assenti
poi che si dessero presenti
in ogni pendulo viavai del cosmo a cui si mira.
Coniamo qui - altrove fu possibile il ristoro dei datteri -
i respiri delle palme italiane
coi palmi ad ogni ossigeno offerto
quasi foglie che sembrano mani - giustappunto in quel caso
cercato.
Le appendici traguardo di sguardi - gli occhi sui riposi -
stanno al cielo mancando un ricovero d'erba
ferme
si fanno corona perché s'intrami un doverlo
che interseca la partenza alla sosta
prima che traversi
un traguardo
la vita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!