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Amore 12 gennaio 2010 · lettura 2 min · 4699 letture

Dives Animae filia, in corde meo te duco. (de nuptiis Amoris et Philologiae)

Presnaghe 21 poesie pubblicate
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Soglia dell'anima che faticosa schiude, l'esercizio più assiduo reclamando, trapasso della mente a carne avvinta, dovizia di figura porge, donde incauto sollevare a te mi fingo la veste dietro cui traspari in grazia, insidiata però ch'è dall'eccesso che abolisce intervallo, il più sottile. Forma dunque derivo dal celare impalpabile istanza ricavando: zitto parole ruminando azzardo, zero rendendo ciò che il dire angusto altro non dà che stolido dettato. Diffrazione esperita alla lacuna evinco dall'errore, fortunato: soluzione che logica sul filo sussume desiderio ipotecato. Aspra resta così la presunzione negante scivolosa sconvenienza: in simbolo contendo col fantasma misurabile icona sul proposito; adduco nel marasma convinzione in ostico deposito plasmata. Nego l'escamotage d'adiaforia: serrata summa in argomentazione unica a me: nel corpus che, al saggiar, cerulea mente revocato orpello obliterato rende: inutile apparato. Ravviso l'implicata filigrana or che di là dal velo ti disegni tersa nella diafana figura ignuda nel candor del vero iscritta, inattingibile se non per congettura ultima: e se la mente pur si placa, certo per allentar d'arco non sana ombra di spirito che in carne pur apprendo: archetipo miglior che originale: inganno dell'error che non emendo. Lezione d'accettare difficillima!
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L'autore
Presnaghe

Sono nato a Roma nel millenovecentoquarantanove il sei di febbraio. Da sempre vivo a Cagliari: queste due città sono i luoghi del mio amore e della mia memoria. Mi cimento, con discutibili risultati, con la poesia fin dall’adolescenza. Credo nella forza della parola e questa forza cerco di far comprendere e di trasfond

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Commenti (2)

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Rasimaco12 gennaio 2010

bella, colta, densa nelle sue immagini e figure che rendono il tutto armonioso e di piacevole lettura... molto apprezzata

Clodiaf090413 gennaio 2010

La cifra di questo autore è nell'intellettualità raffinata, quasi estenuata, nell'affrontare temi amorosi ed erotici come se si dovesse vivisezionarli con occhio di studioso e trarne la radice ultima. Qui si recupera la tradizione latina ma la filologia (quindi la scienza della lectio restituta) non si sposa a Mercurio dio dell'eloquenza bensì a Eros, nel tentativo sempre di razionalizzare quest'ultimo... Il che può stupire i lettori delle classiche poesie dove l'Amore è senso, non ragione. Eppure, chi sa leggere trova la fiamma, ben viva...