L'operaio alla mescita sociale
Eravamo fondi di un boccale:
tu sai che questo boccale ha trasparenze vane
per la rabbia della sete
- quando la bocca è secca
si vede il ghigno delle labbra nei verbi -
e cambia lingue come muta luogo d'appoggio
senza capire.
Ma noi, il fondo,
reggevamo il colpo degli svuotamenti
al banco.
Potremmo altro
se solo avessimo braccia
per abbrancare al collo una sorgente
e diventare l'anomalia dell'acqua
nel ciclo che asseta il buon lavoro.
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Commenti (1)
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Pietro Roversi26 gennaio 2010
L'anomalia dell'acqua - e noi che non ci avevamo, non ci abbiamo pensato prima! Coerente come sempre, giusta della giustezza appunto dell'acqua, del vino, eppure anomala abbastanza che ci vien voglia di impararla a memoria per quando ci serva ricordarla. Che invidia!
