Ma non durò
Loro era la casa che abbandonammo
loro erano i treni che viaggiammo
loro erano le famiglie che sciogliemmo
loro era la fame che durammo
loro era l'orgoglio che resistemmo
loro era il proiettile che fermammo
loro era il gas che respirammo
loro era il forno che infuocammo
loro l'oro: - Ah, l'oro...
Il corpo che morì era il loro
la vita che vissero era la nostra
ma non durò.
Ossuti e spenti,
stemmo per rinascere.
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Commenti (3)
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Chiaraluna FiorellaGiovannelli28 gennaio 2010
bellissima questa tua poesia, quel "loro" fa molto riflettere, molto piaciuta BRAVO!
Enrico Baiocchi28 gennaio 2010
Loro era l'odio che passo alla storia, di quei sei milioni di innocenti la vita che passò alla gloria. Bellissima intensa e amara.
Rita Minniti28 gennaio 2010
Poesia di una profondità intensa, assoluta, di una bellezza incomparabile quanto maledettamente triste e vera! Versi che si leggono con la dovuta attenzione, centellinando ogni verso ogni parola, facendone bagaglio di riflessivi pensieri, mentre noi siamo qui a non dimenticare e a continuare quella che sarebbe stata la loro e la nostra vita. Ed è per la loro vita che la morte non può fare paura!


