Uscire, rientrare
Omero Sala
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Fuori dal cinema a ventaglio
la gente si disperde nel parcheggio:
a gruppi, a coppie vanno
mentre svapora il sogno, vanno.
E sanno dove andare.
Poi sfilano le auto, ad una ad una,
e mille luci di fanali
si addensano ad imbuto
per scivolare via senza rumore.
Resta il deserto grigio e freddo nella notte,
resta la luce gialla dei lampioni,
resta la mia macchina in attesa
con l'umida forma che un po' mi rassomiglia.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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Clodiaf090428 gennaio 2010
Questa poesia prende dal primo all'ultimo verso, è di una evocatività malinconica talmente forte e tutto a partire dal contrasto con la vita degli altri. Le piccole cose della quotidianità a noi talvolta negate. Bellissima.

