869 lettori online · 356.676 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 29 gennaio 2010 · lettura 1 min · 2281 letture

Olocausto

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
+ Segui
Come può il cielo così etereo raccontare storie di miserie umane di perdite e immane dolore senza il lusso di lacrime amare immortalate su fessure di nuvole sparse a piangere le ceneri di un popolo disperso. Come può la luna piccolo squarcio di luce sul mondo guardare le raccapriccianti nefandezze e continuare ad illuminare un lembo di cosmo. Prendesti il cappello e quegli occhiali fine montatura crine di cavallo per meglio sbirciar il tuo pezzo di vita lacerata ridotta a brandello e come carne da macello ignaro dell'ultimo alito insieme respirato incastonato per sempre nella piccola mano a pugno riposta andaste incontro all'infame destino. Eppur ti han strappato dalle mie mani inermi quelle mani che fino all'ultimo respiro bramavano di accompagnarti nella vita stringendo forte il tuo cammino mani che non ti han saputo trattenere incapaci di difendere il tuo diritto all'esistenza mani catapultate sull'asfalto insieme all'anima e a quel che resta del mio corpo. A che serve vivere Io son già morto
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Lena Orfeo
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
D
Dalassa29 gennaio 2010

Descrizione ad arte con versi che rendono l'idea in modo incisivo, di ciò che un comune essere umano avverte come profondo raccapriccio, un odioso e orribile fatto storico.

Vivì29 gennaio 2010

Veramente terribile quel periodo della nostra storia. Poesia molto triste e commovente. Brava l'autrice nel trattare in versi un argomento così delicato.