Delirio 19: la gatta morta (Requiescat)
Da un paio di notti un gatto fa la corte
alla certosina della mia vicina di casa.
Niente di strano, se non per il fatto
che quella specie di Romeo tignoso
non può immaginare
che la sua tanto smiagolata Giulietta
è stata, ahilei, sterilizzata.
Ascolto quel povero micione arrapato
esibirsi nella più inutile e struggente
delle serenate.
Caspita, penso, il mondo è pieno
di cuori infranti, d'amori impossibili.
Intanto la sua allegra padroncina
si scopa
l'ennesimo signor- nessuno
Urlando come una scimmia ubriaca
e dando sfogo a tutto il suo rumoroso
-estro-
Mentre la gatta, lei
Riposa In Pace.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Scamarda30 gennaio 2010
Bei versi molto ironici, dai quali si evince la disapprovazione contro la manipolazione della Natura...
