Il ladro
Raffyka Danse Macabre
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Nessuno sa cos'è la vita
Se nella sua intera giornata
Non ha mai scelto di avere
Un'ora sola per vivere
Elisir della giovinezza per tutti
Per poveri stolti bramanti gli anni
Che il tempo ha sottratto nei suoi furti
Restituendo dolori e affanni
La propria terra vasta e fertile
Il giovane osserva e gode felice
Ma ignora di essere preda facile
Del Signor Tempo dall'aria fugace
Capitali dilapida il vecchio
Per comprare i suoi specchi del passato
Ma i colori son fuggiti dal suo occhio
È colpa del Signor Tempo e del fato
E tu, uomo qualunque, che giudichi
Crudele quella pazza assassina
Chiamata Morte, che lo sguardo chiudi:
pensa alla noia della vita eterna!
Nessuno sa cos'è la vita
Se nella sua intera giornata
La notte non lo chiamò dolce
Per vivere l'Ora veloce.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Enio Orsuni2 febbraio 2010
eh già, la noia della vita eterna... questa vita media di 60 anni tra gli alti ed i bassi ha pure un sapore. ma come ci raccontano dell'altra vita, dove non ci sono più guerre, dove tutto è pace ed amore e non cambia mai niente per l'eternità... sai che palle. non mi suicido di certo per andarci. bella riflessione e bella poe. complimenti.

