L'anima inferma
Raffyka Danse Macabre
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L'angoscia insensata
tutto il mio tempo brucia
Sento il tuono delle lancette grevi
Che sul tenero volto di Eros piaghe
profonde scavano col cesello
Le Redini delle mie paurose bighe
Troppo fragili, senza più controllo
Temono la fine di echi longevi
L'angoscia insensata
tutto il mio tempo brucia
Finché resterò solo, come il cane
Mezzosangue che nell'ora del vespro
Scorge protezione sotto la pioggia.
E poi resterò solo e dalla loggia,
Mirando il riflesso del cereo diaspro,
gemerò la vuota solitudine.
Che tutto il mio tempo brucia
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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