Il folle volo
Raffyka Danse Macabre
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M'innalzo, nel lembo d'infinito
sopra i miei occhi carichi di pianto
la mia sporca umanità ho tradito
elevandomi, senza rimpianto.
la torre d'avorio miro dall'alto
o il sole degli insonni annerito
nell'ombra finché l'astro avrà bruciato
le mie ali di cera; ora precipito.
dal basso mentre cado, osservami!
sono di cielo e inferno il barbaro
mare dalle onde impetuose, salvami!
sono chi all'uomo porta il faro
impeto d'elevazione, rialzami!
per gridare a te un inno, ICARO!
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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