A Mirella S
Io non credevo che nella mia vita
mai avrei veduto oltre ciò che l'occhio
scruta, né mai oltre ciò che le dita
toccan avrei sfiorato o mai creduto.
Ma come una saetta in plumbeo cielo
cadesti in terra, con uman sembiante,
a rischiarare il grigio; e sotto il velo
ardeva un fuoco su cui ragione erra.
Ah tu, angelo sconosciuto, miele
per i sensi, tu, sei come velluto
per queste mie dure mani di fiele,
donami, ti prego, ancora un sorriso,
non chiederò io di vivere oltre –
ma offrimi la morte sul tuo viso.
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