La solitudine non crea vita
Una volta c'era un saggio del fiume
che osservava il fluire
della sua vita, che s'era raccolta
al chiaro del suo lume.
I giorni della sua solitudine
eran tutti marchiati
dalle medesime andate e ritorni,
e dall'abitudine.
Era già vecchio quando da giovane
s'appressò a quel suo fiume
e appoggiò la sua schiena ad una quercia,
una quercia di piume,
che era la sua dimora interiore.
L'aveva ritrovata
lontano dalla gente, s'una riva:
si mise a contar l'ore.
Riuscì a scovare quel significato
che sta dietro le cose,
riuscì a capire il perché dell'amore
ed il perché dell'odio,
si consacrò al volo degli uccelli,
al profumo di rose,
colse il perché del gelo e dell'ardore,
e poi visse di studio.
Quanto sapeva... Se avesse saputo
che sarebbe finito
con la carne, che ora è quasi come se
non fosse mai vissuto...
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