Ossequio
Non odo già più il vociare
delle famiglie che vanno al mar,
o delle coppie giulive. E intanto
cala giù un sipario grigio
copre, un dì alto, il sole,
ed anche l'amor
scompare.
Manca oramai quel passeggiare
lento, per i vialetti, perché in fior
non son più le rose; anche la mano
ha ormai perso quel pregio,
che è dire parole
pur senza di lor
fiatare.
Non ci si può più arrotolare
tra mille granelli di sabbia ancor
caldi, men caldi di quando pian piano
parlavo a te del collegio,
offrendoti parole,
sentendo il mio cuor
palpitare.
Ma come potrò mai scordare
di quando, insieme, ardemmo d'amor,
del tempo a parlare, e non invano;
lo so, non v'era ciliegio
più dolce, non viole:
ma solo un'ardor
crepuscolare.
Io vado mi spiace lasciare...
ma sai, io ambisco sempre di andar
oltremare io non bramo che l'arcano...
tutto il resto io dispregio;
ma ti voglio dal sole,
con pari calor,
salutare.
Addio, passato.
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