La mia isola

Il viaggio iniziò da lì,
da quello scoglio,
da quell'istmo, che come me,
non riconoscendosi nella terra
allungava il suo collo
verso il mare aperto.
Il viaggio iniziò da lì,
sulle gambe di mia madre,
su quella carrozza a cavallo
che mi trasportava entusiasta
da un quartiere ad un altro .
Il mio mondo incominciò da lì,
dalle domeniche davanti alla TV,
con quella zia generosa
che mi donava un sogno
nei colori del circo.
Il mio mondo era tutto
in quei panni smessi e riutilizzati,
in quella biciclette senza freni,
in quel vecchio pallone sgonfio.
Il mio mondo
era semplice e soffice
come la mollica di pane
che sopravvive oramai
solo nel ricordo,
come un'isola che galleggia solitaria
-nel mare della superficialità-
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Commenti (1)
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Gesuino Curreli10 febbraio 2010
La tua è un'isola incompresa dai più...da me stesso che ti confesso immensa commozione. I più sono questo mondo che giudica e che sbraita, che incita e condanna, perbenisti a capo chino e assai credenti davanti a loro dio che sputano ogni giorno, quando, col puzzo al naso, vanno oltre l'isola che sento tua e mia. Bagno di povertà che ci fa bene, seme di comprensione, humus di umanità che si conquista dopo averla vissuta sulla pelle, nei piedi scalzi, le corse in campi pietrosi, mimando con il rombo della labbra, la moto di ingenui sogni. Lì sento le mie radici e di quel mondo avverto la purezza, la dignità dell'esistenza combattuta, la bontà ricevuta dalla condizione umile ma profondamente umana, sommamente rispettosa dell'altrui dolore.

