Quieto declino

In silenzi friabili
nel crepitio delle stagioni
rileggo il mio pensiero
dove s'adagia il mio respiro...
-
In quieto declino
sulla tela dell'intimo
timidi i concetti
sfilano le abitudini...
-
Il mio preferire
le cose un po' sfatte
e perdute nei vicoli
del tempo maestro...
-
Dolci seni
cadenti e gentili
lo sguardo incurvato
sfiorato da un filo di tristezza...
-
Labbra aggrinzite
dall'alito del vento
le cosce di tremolante
tessuto sfinito...
-
Vite vissute sul ciglio
di fuggenti percorsi
da respiri adagiati
su segreti tormenti...
-
Sensi amorosi snervati
da torbidi cedimenti...
-
Come piuma senza radici
il corpo oscillante
nel cammino illuminato
dal pallido chiarore
di pomeriggi d'autunno
-
tra brume che
-
offuscano i desideri...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Daniela Pacelli11 febbraio 2010
Riflessione intima, calzante rileggi il tuo pensiere nel cammino delle stagioni rivedendo i momenti che hanno colorato i tuoi giorni. Versi ben stilati dove le parole eleganti giocano tra loro. Molto sentita e molto piaciuta
Silvia De Angelis12 febbraio 2010
Meravigliosi versi in cui si rispecchia l'anima sfiorata da tocchi malinconici di questo autore che, come il far dell'auturnno, si sofferma su elementi della natura non più germogliosi, ma sempre caldi ed evolventi in fascinose sfumature... Lirica molto apprezzata
Nadia Mazzocco12 febbraio 2010
Una lirica meravigliosa veramente! E di grande impatto emotivo. Un applauso!



