Quindi, vai
Che cosa conduce
le frange del tuo costato alle brume della strada?
Il commiato
espone l'assenza negli spazi ritrovati,
quando rapido perderti è cruccio delle grucce sul cuore:
la breve gonna ruotata alla zip per lo sguardo; il foulard
nell'incavo di misura; la misura stessa che attrae sui tuoi seni
- quel latte insito di tutta l'acqua che mi bisogna -
mai compiutamente in fiore.
Quindi vai, esterna ai miei polsi
e resto trancio dei tuoi occhi:
con le dita monche della rabbia spingo
la notte alla semiotica dei fanali sparsi
nelle tue orme.
La città si muove, ha le tue gambe:
percorsi lisci che avvampano la piazza
col suo governo d'ansie
per farmi insonne.
Chissà perché sempre al tramonto.
Chissà a chi questa deprimente ora.
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Commenti (1)
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Daniela Pacelli12 febbraio 2010
Conduce al cuore! Le frange del tuo costato... la città si muove ha le tue gambe. Immagini che saltano agli occhi e volano nell'emozione di questa lettura. Disarmante, meravigliosamente piaciuta. Inchini e applausi a te Giovanna. Un abbraccio
