Sui palazzi, sui palazzi!
Sui palazzi, sui palazzi!
Ovviamo all'aria degli incroci
alle rampe, alle rotonde; portiamo su quei prati
e l'erba negli ascensori per arrivare fin lassù.
La pioggia non si stancherà di scendere:
è già là.
E la piazza
e due strade che ci danno girotondi, una salita,
una sola, che vi scivolino i rondoni.
Mettiamo le campane ai rami del viale
e il vento apra una sarabanda d'animule
in note lievi che invaghiscono i torrioni.
Sui terrazzi: tutti, come antenne in cielovisione
a raccogliere il segnale che l'universo è vivo
e ci porta a scuola.
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Commenti (1)
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RisaDiTali18 febbraio 2010
mettete dei fiori nei vostri cannoni era il canto di altri tempi, ma la tua ribellione sale sui palazzi senza la violenza degli slogan, senza il sostegno delle urla e senza la paura della pioggia. Per quanto non sia ipnotizzante il ritmo, è una poesia che parla, insegna e ci porta a scuola a raccogliere i segnali dell'universo. E questo fa la poesia! Molto sentita, complimenti