L'arpia
Non c'è di meglio
che il venir al soldo,
urla la locandiera
al beone tremolante,
attorniato dagli odorosi verri.
Perché,
non so se i tuoi averi
ne contengono un altro quarto.
Due occhietti tondi,
osservano l'adirata,
poi infilandosi una mano in tasca,
le mostra il soldo.
La paura è passata,
ritorna tra le labbra
uno sforzato sorriso,
mentre mesce dalla botte
il nero nettare spumeggiante,
per poi portarglielo custode.
Con una mossa lesta
da prestigiatore,
le libera la mano
del foglio peccatore.
©
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L'autore
Salvatore Codonesu
poetare, è vivere a cavallo d'un bianco cirro che passa sereno nei giorni di festa, quando tutti osservano il cielo con occhi che sorridono l'immenso.
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