Febbraio
Di febbri accende alle gelate valli
come un'alba, febbraio, il lor candore
e le nevi discioglie nel calore
di adolescenti raggi il sole. Gialli
precoci di mimose, dei cristalli
disfano, goccia a goccia, il rigore.
Il mandorlo si schiude nel tepore
che annunzia primavera per le calli.
La promessa, covata come seme,
s'appresta, senza indugio, a germogliare.
E' solo vanità di una stagione:
tu lasciati cullare senza speme,
passano l'ore, tu non ci pensare,
tranquillo e quieto cogli un'emozione.
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Commenti (4)
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mp47pasquino18 febbraio 2010
Inutile dire, è un bel leggere, contemplare questo versar che inebria, credo sia ottima l'idea, magari fare da corredo e cornice ad un calendario poetico. piacevolmente letta.
Marco Canonico Baca817519 febbraio 2010
Immagini molto belle, le si vive leggendole. E' stato un picevole salto indietro per lo stile, ma un notevole passo avanti per l'inntensità; dote in estinzione. Complimenti Stefano.
Zima19 febbraio 2010
una poesia sognante che già odora di primavera. mette davvero serenità e mi ci cullo anch'io.
Salvatore Armando Santoro23 febbraio 2010
Una poesia agreste, direi, che disegna un mese che sempre riserba sorprese. Ma neve e fiori di mandorlo quasi quasi si rassomigliano!



