Camminando a piedi
Camminando a piedi
penso meglio e scopro il mondo:
mezzo euro, una siringa,
stronzi di cane col padrone stronzo.
Mio nonno non aveva mezzi
eppure andava a lavorare
sempre preciso, sempre ordinato,
sorridente e sempre puntuale.
Dicon che i tempi sono cambiati,
io dico che siamo cambiati noi;
ma quale giudizio, ma che paternale,
non dico ch'è un bene, non dico ch'è un male
rifletto soltanto su cosa puntare
per mantener l'equilibrio tra il finto e il reale;
tra ciò che risulta davvero essenziale
e ciò che ho deciso che invece lo sia.
Perché questa casa non è casa mia
anche se la mia vita è da qui ch'è partita
e se un giorno diranno "lei deve andar via"
non vorrei, dei ricordi, far la mia malattia.
Perché questa donna che io dico "mia"
non è che un errore della mia fantasia;
di vero c'è un figlio da crescere insieme,
il resto son strade che van via parallele.
E questo mio vizio che chiamo "poesia"
è solo un pretesto per poter andar via;
di reale c'è il pane da mangiare ogni giorno
per il quale m'induco al sofferto ritorno.
Camminando a piedi
penso meglio e vivo il mondo:
uno scontrino, una bottiglia
e la mia scarpa destra sopra a uno stronzo.
©
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