Vecchio testone
È l'intercalar di luna,
che fa sognare
l'aprirsi del nero cielo,
nella notte del mio mese,
di questo freddo mese
che accompagna malinconia.
Guardo le stelle che seminano rugiada
alle longilinee foglie dell'oleandro
e vestono di mistero
tutto il mondo,
intorno a me.
S'ode il vecchio mare
che polverizza l'onda
contro le nuove banchine
che ancor poco lo conoscono.
Pensante l'eterno vecchio
dai vispi occhi,
ridacchia mentre tesse
le rotte reti,
non s'arrende al mare
e con l'annuir del capo
rimanda al domani l'eterna lotta.
Zoppica la malinconia,
tra le mie labbra
che s'allungano ai lobi,
lo debbo al vecchio testone
che cuce reti e che ridacchia.
©
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L'autore
Salvatore Codonesu
poetare, è vivere a cavallo d'un bianco cirro che passa sereno nei giorni di festa, quando tutti osservano il cielo con occhi che sorridono l'immenso.
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