Eremita nel tempo
Solo che par un eremita
un Salice in mezzo all'aia,
vestito di cotanta beltà antica
che perfino Natura
si inchina a rimirar.
Splendon a Primavera
le rigogliose fronde
e par che davvero pianga
quando dalle lontane sponde
il mar tempesta annuncia.
Di coscienza primitiva
l'anima sua è sì viva
che miracolo non sarebbe
se lo si sentisse parlar
e disquisir dei tanti rei
che osano calpestar quel suolo sacro
che già all'era di Greci e dei
era onorato e rimirato.
Non stupisca le orecchie altrui
se nelle notti di estiva brezza
si odrà cantar costui
di fiumi e di ruscelli,
di epiche battaglie,
di vinti e vincitori,
di corti e di cantori
poiché ancor oggi
linfa ha nelle sue vene
per raccontar di questo tormentato mondo
sia le gioie che le pene.
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